venerdì 11 novembre 2016

RIPROPONGO QUESTO POST GIÀ PUBBLICATO AD APRILE, FORSE POTRÀ AIUTARE A CAPIRE UN PO' DI PIÙ PER COSA ANDREMO A VOTARE IL 4 DICEMBRE

APPROVATA DEFINITIVAMENTE DALLA CAMERA LA RIFORMA COSTITUZIONALE. ORALA PAROLA AI CITTADINI CON IL REFERENDUM COSTITUZIONALE

Con 361 sì e 7 no la Camera ha approvato il ddl Boschi sulla riforma della Costituzione. Era richiesta la maggioranza assoluta dei voti (316).

Ecco i pilastri della riforma Costituzionale approvata definitivamente dalla Camera.

CAMERA Sarà l’unica a votare la fiducia. I deputati restano 630 e verranno eletti a suffragio universale, come oggi. 

SENATO Continuerà a chiamarsi Senato della Repubblica, ma sarà composto da 95 membri eletti dai Consigli Regionali (21 sindaci e 74 consiglieri-senatori), più 5 nominati dal Capo dello Stato che resteranno in carica per 7 anni. Avrà competenza legislativa piena solo su riforme e leggi costituzionali. Per quanto riguarda le leggi ordinarie, potrà chiedere alla Camera di modificarle, ma Montecitorio non sarà tenuta a dar seguito alla richiesta. Se il Senato chiede alla Camera di modificare una legge che riguarda il rapporto tra Stato e Regioni, l’assemblea di Montecitorio può respingere la richiesta solo a maggioranza assoluta. 

LEGITTIMAZIONE POPOLARE Saranno i cittadini, al momento di eleggere i Consigli Regionali a indicare quali consiglieri saranno anche senatori. I Consigli, una volta insediati, saranno tenuti a ratificare la scelta. 

SENATORI-CONSIGLIERI I 95 senatori saranno ripartiti tra le Regioni in base al loro peso demografico. I Consigli Regionali eleggeranno con metodo proporzionale i senatori tra i propri componenti; uno per ciascuna Regione dovrà essere un sindaco. 

IMMUNITÀ I nuovi senatori godranno delle stesse tutele dei deputati. Non potranno essere arrestati o sottoposti a intercettazione senza l’autorizzazione del Senato. 

VOTO IN DATA CERTA i Regolamenti parlamentari dovranno indicare un tempo certo per il voto dei ddl del governo; vengono introdotti limiti al governo sui contenuti dei decreti legge. 

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Lo eleggeranno i 630 deputati e i 100 senatori. Per i primi tre scrutini occorrono i due terzi dei componenti, poi dal quarto si scende ai tre quinti; dal settimo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti (oggi il quorum è più basso, maggioranza assoluta degli aventi diritto dalla quarta votazione in poi). 

CORTE COSTITUZIONALE Dei 15 giudici Costituzionali, 3 saranno eletti dalla Camera e 2 dal Senato. 

REFERENDUM Introdotto un quorum minore per i referendum sui quali sono state raccolte 800.000 firme anziché 500.000: per renderlo valido basterà la metà degli elettori delle ultime elezioni politiche, anziché la metà degli iscritti alle liste elettorali. 

REFERENDUM PROPOSITIVI vengono introdotti con la riforma; una legge ordinaria ne stabilirà le modalità di attuazione. 

DDL DI INIZIATIVA POPOLARE Salgono da 50.000 a 150.000 le firme necessarie per presentare un ddl di iniziativa popolare. Però i regolamenti della Camera dovranno indicare tempi precisi di esame, clausola che oggi non esiste. 

LEGGE ELETTORALE Introdotto il ricorso preventivo sulle leggi elettorali alla Corte Costituzionale su richiesta di un quarto dei componenti della Camera. Tra le norme transitorie c’è anche la possibilità di ricorso preventivo già in questa legislatura. Anche l’Italicum potrebbe finire dunque all’esame della Corte. 

PROVINCE Vengono cancellate dalla Costituzione, atto necessario per abrogarle definitivamente. 

CNEL Abrogato il Consiglio Nazionale Economia e Lavoro, organo costituzionale secondo la Carta del 1948. 

martedì 8 novembre 2016

VIA LIBERA AL COGNOME DELLA MADRE PER I FIGLI

Ora i figli potranno finalmente portare il cognome della madre accanto a quello del padre dal giorno in cui vengono al mondo. Senza pratiche burocratiche.
La Consulta ha infatti dichiarato l'illegittimità della norma che prevede l'automatica attribuzione del cognome paterno al figlio legittimo, in presenza di una diversa volontà dei genitori. Da adesso in poi, se d'accordo, i genitori potranno dare il
doppio cognome. In caso di mancato accordo tra padre e madre sembra che il bambino terrà il cognome paterno.
La questione  non è normata per legge. E' sempre stata consuetudine dare il nome del padre ai bambini. Nel caso di mancanza di identità di vedute tra i neo genitori, o di battaglia per quale cognome mettere per primo, questa legge ancora sospesa in aula e in attesa di approvazione, prevede l'ordine alfabetico.
Per saperne di più Clicca qui

venerdì 16 settembre 2016

IN QUESTI GIORNI SI SENTE SPESSO PARLARE DI "DIRITTO ALL'OBLIO",cerchiamo di capire in cosa consiste.

Con "diritto all'oblio" si intende,  una particolare forma di garanzia che prevede la non diffondibilità, senza particolari motivi, di precedenti pregiudizievoli dell'onore di una persona, per tali intendendosi principalmente i precedenti giudiziari della persona stessa. In base a questo principio non è legittimo, ad esempio, diffondere informazioni a proposito di condanne ricevute o comunque altri dati sensibili di analogo argomento, salvo che si tratti di casi particolari ricollegabili a fatti di cronaca ed anche in tali casi la pubblicità del fatto deve essere proporzionata all'importanza dell'evento ed al tempo trascorso dall'accaduto.

mercoledì 14 settembre 2016

venerdì 3 giugno 2016

FREEDOM TAX: DA OGGI SI LAVORA PER GUADAGNARE E NON PER PAGARE IL FISCO

 Se si guarda all’Europa, nel 2015 — ultimo anno per cui è possibile eseguire la comparazione — il giorno di liberazione fiscale («Tax freedom day») è arrivato in Italia 11 giorni dopo di quanto accaduto nella media dei Paesi Ue. Solo ai francesi è andata peggio: hanno lavorato per pagare le tasse 174 giorni, contro i 145 dei tedeschi, i 137 degli olandesi, 127 degli inglesi e i 126 degli spagnoli