Ancora fumata nera. Nel quarto voto gli astenuti sono stati 441 (tutti del centrodestra) mentre le schede bianche 261. L’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sale a quota 166 preferenze dopo le 125 dì ieri.
QUANDO INSEGNI, INSEGNA ALLO STESSO TEMPO A DUBITARE DI CIÒ CHE INSEGNI. (Ortega y Gasset)
Ancora fumata nera. Nel quarto voto gli astenuti sono stati 441 (tutti del centrodestra) mentre le schede bianche 261. L’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sale a quota 166 preferenze dopo le 125 dì ieri.
Anche il terzo giorno di votazione si chiude con un nulla di fatto con 412 schede bianche e nessun candidato che raggiunge i due terzi dei voti (673). Ex art. 83 Costituzione, da domani sarà sufficiente la maggioranza assoluta (505).
Come il primo scrutinio, anche il secondo giorno di votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica si è concluso con un nulla di fatto: le schede bianche sono state 527. Invece 39 voti sono andati a Paolo Maddalena e altrettanti a Sergio Mattarella.
Ieri, come da programma, si è svolta a Montecitorio la prima votazione per l'elezione del 13° Presidente della Repubblica. Come recita l'art. 83 della Costituzione la votazione si è svolta in seduta comune, con l'integrazione dei delegati regionali, per appello nominale e a scrutinio segreto.
E' l'ex giudice costituzionale Paolo Maddalena il nome più votato al primo scrutinio con 36 voti, seguito da Mattarella con 16, e dalla ministra della Giustizia Cartabia con 9. Berlusconi ne ha ricevuti 7, Bossi e Rosato (presidente di Italia Viva),6. Tra le personalità votate ci sono stati anche alcuni volti della televisione: Amadeus ha ricevuto 3 voti, Alberto Angela 2. Hanno vinto però le schede bianche, 672.
Per ora, niente di fatto.
Il Consiglio regionale del Veneto ha eletto oggi i tre delegati che, ai sensi dell’art. 83 della Costituzione, parteciperanno all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. La votazione è avvenuta per appello nominale e voto segreto dei consiglieri presenti in aula. Il presidente della Regione, Luca Zaia, il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, indicati dalla maggioranza, e il capogruppo del Pd Giacomo Possamai, in rappresentanza delle opposizioni, sono i delegati veneti che, insieme ai delegati delle altre regioni, integreranno il Parlamento in seduta comune dei suoi membri per l’elezione del 13° Presidente della Repubblica.
Il Consiglio regionale del Veneto, eleggerà domani, con voto a scrutinio segreto, i tre delegati della Regione da inviare a Roma per l’elezione del Presidente della Repubblica, come previsto dall’art. 83 della Costituzione. I lavori inizieranno alle 13:30.
La procedura per eleggere il presidente della Repubblica è stabilita dalla Costituzione (articoli 83, 84 e 85). Trenta giorni prima della scadenza del mandato, il presidente della Camera dei deputati convoca il Parlamento e i delegati regionali per eleggere il nuovo capo dello Stato (art. 85). Il Mandato di Mattarella scade il 3 febbraio, Fico ha inviato la lettera per convocare il Parlamento in seduta comune. La prima votazione per eleggere il nuovo inquilino del Colle si tiene lunedì 24 gennaio alle 15. Saranno 1.008 o 1.009 i Grandi elettori riuniti in seduta comune: 321 senatori, 630 deputati e 58 delegati regionali (tre per regione, la Valle d'Aosta ne ha uno). Attualmente, però, il plenum è fermo a 1.007 componenti: 320 senatori e 629 deputati, più sempre i delegati regionali. Per effetto della riforma costituzionale, questa elezione è l'ultima che vede un numero così ampio di Grandi elettori. La costituzione prevede che nelle prime tre votazioni la maggioranza richiesta per l'elezione sia quella dei due terzi dei componenti dell'Assemblea. Dal quarto scrutinio, il quorum si abbassa: per essere eletti basta la maggioranza assoluta: 504 voti. Per consuetudine votano prima tutti i senatori, poi i deputati e infine i delegati regionali. Lo spoglio, infine, viene eseguito dal presidente della Camera che legge in Aula i nomi del candidato uno ad uno ad alta voce.