giovedì 19 marzo 2015

Senato, sì al divorzio breve ma resta l’obbligo della separazione

Ci sono voluti più di quattro mesi (era stato approvato dalla commissione Giustizia nel novembre del 2014) ma alla fine il Senato ha detto sì. Il divorzio breve non è ancora legge, e deve tornare in terza lettura alla Camera (e poi, se modificato, tornare ancora al Senato), ma per ora ha incassato 228 sì, 11 contrari e 11 astenuti.


Il testo approvato dal Senato prevede sostanzialmente che dai tre anni attuali di separazione obbligatoria prima di poter procedere al divorzio si passerà a 12 mesi se la separazione è giudiziaria e a 6 se la separazione è consensuale. Non sarà possibile evitare completamente il periodo di separazione, come proposto dal comma stralciato, neanche in caso di figli maggiori di 26 e autosufficienti.

La legge cambia anche la modalità di scioglimento della comunione dei beni tra i coniugi che «si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati». 

giovedì 12 marzo 2015

ECCO L'ABC DELLA RIFORMA DELLA SCUOLA

ROMA - Nove giorni fa furono presentate solo le linee guida sulla "Buona scuola"  del governo di Matteo Renzi. Nel cdm di oggi, invece, è stato approvato il ddl di riforma del sistema scolastico.

Carriera dei docenti: anzianità e merito. Come già preannunciato, a proposito della progressione di carriera dei docenti, restano gli scatti fondati sull’anzianità, ma viene inserita anche una cifra aggiuntiva sul merito: 200 milioni di euro a partire dal 2016 . "Il merito lo valuterà il preside, sentito il consiglio dei docenti, secondo modalità che sceglieranno.

Una card per l'aggiornamento culturale. Ci sarà inoltre la "Carta del prof", un bonus annuale in denaro ai professori da spendere per finalità culturali che ammonterà a 500 euro.

La "chiamata diretta" dei docenti. Compare anche la "chiamata diretta" degli insegnanti da parte dei presidi, che potranno scegliere gli insegnanti direttamente da un Albo nel quale sono pubblicati anche i curricola dei docenti.


Paritarie, 5 per mille e bonus fiscali. Resta la detrazione fiscale per coloro che manderanno i figli nelle scuole paritarie, accanto ad altri strumenti fiscali come il cinque per mille che ora potrà essere destinato anche alle scuole e lo "school bonus": chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione, per la promozione di progetti dedicati all’occupabilità degli studenti, avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65%) in sede di dichiarazione dei redditi.

Assunzione di 100mila precari. Quanto al Piano assunzioni, il vero nodo della riforma, il premier ha chiarito  che  il ddl prevede "l'assunzione di 100mila precari".

Più spazio a musica, arte e inglese. Nella riforma della scuola è rafforzato l'insegnamento di "musica, arte, lingue, educazione motoria".

Educazione ambientale. Tra le altre misure per la scuola italiana contenute nel ddl c'è anche il potenziamento dell'offerta formativa con l'introduzione di principi dell'educazione ambientale.  "Tra i banchi si potrà studiare la tutela delle acque, il dissesto idrogeologico e i cambiamenti climatici".



Edilizia scolastica. Pur non rientrando nella riforma, Renzi ha infine colto l'occasione per ricordare che dalla Banca europea degli investimenti "sono in arrivo 940 milioni di euro per l'edilizia scolastica".

martedì 10 marzo 2015

L'ABC DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE APPROVATA OGGI ALLA CAMERADEIDEPUTATI.



CAMERA - Sarà l’unica Assemblea legislativa e anche l’unica a votare la fiducia al governo. 
I deputati rimangono 630 e verranno eletti a suffragio universale, come oggi. 

SENATO - Continuerà a chiamarsi Senato della Repubblica, ma sarà composto da 95 eletti 
dai Consigli Regionali, più cinque nominati dal Capo dello Stato che resteranno in carica 
per 7 anni. Avrà competenza legislativa piena solo sulle riforme costituzionali e le leggi 
costituzionali e potrà chiedere alla Camera la modifica delle leggi ordinarie, ma 
Montecitorio potrà non tener conto della richiesta. Su una serie di leggi che riguardano 
il rapporto tra Stato e Regioni, la Camera potrà non dar seguito alle richieste 
del Senato solo respingendole a maggioranza assoluta. 

SENATORI-CONSIGLIERI - I 95 senatori saranno ripartiti tra le regioni sulla base 
del loro peso demografico. I Consigli Regionali eleggeranno con metodo proporzionale 
i senatori tra i propri componenti; uno per ciascuna Regione dovrà essere un sindaco. 

IMMUNITÀ - I nuovi senatori godranno delle stesse tutele dei deputati. Non potranno 
essere arrestati o sottoposti a intercettazione senza l’autorizzazione del Senato. 

TITOLO V - Sono riportate in capo allo Stato alcune competenze come energia,
 infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto. Su proposta del governo, la 
Camera potrà approvare leggi nei campi di competenza delle Regioni, «quando 
lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero 
la tutela dell’interesse nazionale». 

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA - Lo eleggeranno i 630 deputati e i 100 senatori (via i rappresentanti delle Regioni previsti oggi). Per i primi tre scrutini occorrono i due terzi dei componenti, poi dal quarto si scende ai tre quinti; dal settimo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti. 

CORTE COSTITUZIONALE - Cinque dei 15 giudici Costituzionali saranno eletti dal Parlamento: 3 dalla Camera e 2 dal Senato. 

REFERENDUM - Serviranno 800.000 firme. Dopo le prime 400.000 la Corte costituzionale darà un parere preventivo di ammissibilità. Potranno riguardare o intere leggi o una parte purché questa abbia un valore normativo autonomo. 

DDL DI INIZIATIVA POPOLARE - Salgono da 50.000 a 250.000 le firme necessarie per presentare un ddl di iniziativa popolare. Però i regolamenti della Camera dovranno indicare tempi precisi di esame, clausola che oggi non esiste. 

LEGGE ELETTORALE - Introdotto il ricorso preventivo sulle leggi elettorali alla Corte Costituzionale su richiesta di un quarto dei componenti della Camera. Tra le norme provvisorie c’è anche la possibilità di ricorso preventivo già in questa legislatura per le leggi elettorali (es. Italicum) che verranno approvate dal Parlamento.  

lunedì 2 febbraio 2015

GIURAMENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLUCA

Questa sera Sergio MATTARELLA  si è dimesso da giudice della Corte Costituzionale ( la carica della presidenza è incompatibile con qualunque altra) e domani presterà giuramento davanti alle camere riunite in seduta comune.

sabato 31 gennaio 2015

SERGIO MATTARELLA È IL NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Con 665 voti, al quarto scrutinio, Sergio MATTARELLA é stato eletto Presidente della Repubblica
Clicca qui  per conoscerlo meglio

giovedì 29 gennaio 2015

QUIRINALE: da oggi si comincia a votare

Oggi alle 15, a Montecitorio, a camere riunite e integrate dai delegati regionali per un totale di 1009 aventi voto, iniziano le votazioni per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. La maggioranza richiesta, per poter essere eletti,  è quella qualificata dei 2/3 per le prime tre votazioni (673 voti) dal quarto scrutinio in poi basterà la maggioranza assoluta (505 voti). La seconda e la terza votazione avverranno nella giornata di domani, la quarta è prevista per sabato.