lunedì 4 maggio 2015

ITALICUM, la legge elettorale è legge: 334 sì, 61 no. Opposizioni fuoridall’Aula.

Ecco i contenuti principali:

IN VIGORE DAL LUGLIO 2016: La legge vale solo per la Camera ed entrerà in vigore solo nel luglio 2016, data in cui si pensa che sia stata approvata la riforma costituzionale, che prevede un Senato non più elettivo.

PREMIO MAGGIORANZA: l'Italicum è un proporzionale che assegna un premio di maggioranza (340 seggi su 630) alla lista che supera il 40%. Se nessun partito raggiunge tale percentuale, si svolge un secondo turno tra i due partiti più votati, per l'assegnazione del premio. I partiti perdenti si ripartiscono i 290 seggi rimanenti sulla base della percentuale di voti.

SBARRAMENTO AL 3%: entrano alla Camera tutti i partiti che abbiano superato il 3%. 100 COLLEGI: l'assegnazione dei seggi della Camera avviene proiettando le percentuali dei partiti ottenuti a livello nazionale su 100 collegi, in ognuno dei quali sono eletti 6-7 deputati.

PREFERENZE E CAPILISTA: Nei 100 collegi ciascun partito presenta una lista di 6-7 candidati: il capolista è bloccato (cioè è eletto automaticamente se scatta il seggio) mentre le preferenze valgono solo per gli altri candidati.

VOTO DI GENERE: sono possibili due preferenze, purchè la seconda sia di genere diverso dalla prima. Se le due preferenze sono entrambe per candidati dello stesso sesso, la seconda preferenza è annullata.

ALTERNANZA UOMO-DONNA: le liste devono esser composte in modo da alternare un uomo ad una donna. Nell'ambito di ogni circoscrizione (Regione) i capilista di un sesso non devono essere superiori al 60% del totale.

MULTICANDIDATURE: È possibile che un candidato si presenti in più collegi, fino ad un massimo di 10.

SCHEDA: La scheda vedrà a fianco del simbolo di ciascun partito il nome del capolista bloccato, e due spazi dove scrivere le due eventuali preferenze.

TRENTINO ALTO ADIGE / VALLE D'AOSTA: In Trentino Alto Adige e nella Valle d'Aosta si vota con i collegi uninominali, come il Mattarellum.

ERASMUS: potranno votare per corrispondenza i cittadini italiani che sono all'estero per almeno tre mesi o per motivi di studio (per esempio l'Erasmus), per lavoro o per cure mediche.

mercoledì 22 aprile 2015

IL DIVORZIO BREVE È LEGGE, ECCO LE NOVITÀ.

Sei mesi per dirsi addio. Al massimo un anno, se si decide di ricorrere al giudice.  
 Il provvedimento è passato a Montecitorio con 398 sì, 28 no e sei astenuti. Non saranno, dunque, più necessari tre anni per mettere fine al proprio matrimonio. 

LE NOVITÀ  
Ci vorranno solo 6 mesi per il divorzio consensuale e servirà un anno se ci sarà l'intervento di un giudice. Non c'è invece la possibilità di saltare completamente la separazione, come si era ipotizzato in un primo momento.
Novità, poi, sulla comunione dei beni che si scioglie quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o al momento di sottoscrivere la separazione consensuale; prima si realizzava solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione. Infine c'è l'applicazione immediata: il divorzio breve sarà operativo anche per i procedimenti in corso. 

martedì 14 aprile 2015

HA POCO A CHE VEDERE CON IL DIRITTO, MA ....... MERITA!!!!



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NIENTE PIÙ CARCERE DAL 2015 PER I REATI FINO A CINQUE ANNI.

Prime applicazioni della riforma del codice penale sulla nuova causa di non punibilità per tenuità del fatto che prevede l’archiviazione del procedimento, in vigore dallo scorso 2 aprile.
La norma, prevede una sorta di “perdono” per il colpevole del reato nel caso in cui il fatto da questi commesso venga considerato di scarsa importanza (“tenue” secondo la dizione della legge) e sia punito con non più di 5 anni di reclusione o una pena pecuniaria. Il beneficio, però, non si applica qualora il comportamento del colpevole sia classificabile come “abituale”: si vuole, in questo modo, impedire che si possa procedere all’archiviazione nei confronti di quei soggetti che sono soliti delinquere.

giovedì 12 marzo 2015

ECCO L'ABC DELLA RIFORMA DELLA SCUOLA

ROMA - Nove giorni fa furono presentate solo le linee guida sulla "Buona scuola"  del governo di Matteo Renzi. Nel cdm di oggi, invece, è stato approvato il ddl di riforma del sistema scolastico.

Carriera dei docenti: anzianità e merito. Come già preannunciato, a proposito della progressione di carriera dei docenti, restano gli scatti fondati sull’anzianità, ma viene inserita anche una cifra aggiuntiva sul merito: 200 milioni di euro a partire dal 2016 . "Il merito lo valuterà il preside, sentito il consiglio dei docenti, secondo modalità che sceglieranno.

Una card per l'aggiornamento culturale. Ci sarà inoltre la "Carta del prof", un bonus annuale in denaro ai professori da spendere per finalità culturali che ammonterà a 500 euro.

La "chiamata diretta" dei docenti. Compare anche la "chiamata diretta" degli insegnanti da parte dei presidi, che potranno scegliere gli insegnanti direttamente da un Albo nel quale sono pubblicati anche i curricola dei docenti.


Paritarie, 5 per mille e bonus fiscali. Resta la detrazione fiscale per coloro che manderanno i figli nelle scuole paritarie, accanto ad altri strumenti fiscali come il cinque per mille che ora potrà essere destinato anche alle scuole e lo "school bonus": chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione, per la promozione di progetti dedicati all’occupabilità degli studenti, avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65%) in sede di dichiarazione dei redditi.

Assunzione di 100mila precari. Quanto al Piano assunzioni, il vero nodo della riforma, il premier ha chiarito  che  il ddl prevede "l'assunzione di 100mila precari".

Più spazio a musica, arte e inglese. Nella riforma della scuola è rafforzato l'insegnamento di "musica, arte, lingue, educazione motoria".

Educazione ambientale. Tra le altre misure per la scuola italiana contenute nel ddl c'è anche il potenziamento dell'offerta formativa con l'introduzione di principi dell'educazione ambientale.  "Tra i banchi si potrà studiare la tutela delle acque, il dissesto idrogeologico e i cambiamenti climatici".



Edilizia scolastica. Pur non rientrando nella riforma, Renzi ha infine colto l'occasione per ricordare che dalla Banca europea degli investimenti "sono in arrivo 940 milioni di euro per l'edilizia scolastica".

martedì 10 marzo 2015

L'ABC DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE APPROVATA OGGI ALLA CAMERADEIDEPUTATI.



CAMERA - Sarà l’unica Assemblea legislativa e anche l’unica a votare la fiducia al governo. 
I deputati rimangono 630 e verranno eletti a suffragio universale, come oggi. 

SENATO - Continuerà a chiamarsi Senato della Repubblica, ma sarà composto da 95 eletti 
dai Consigli Regionali, più cinque nominati dal Capo dello Stato che resteranno in carica 
per 7 anni. Avrà competenza legislativa piena solo sulle riforme costituzionali e le leggi 
costituzionali e potrà chiedere alla Camera la modifica delle leggi ordinarie, ma 
Montecitorio potrà non tener conto della richiesta. Su una serie di leggi che riguardano 
il rapporto tra Stato e Regioni, la Camera potrà non dar seguito alle richieste 
del Senato solo respingendole a maggioranza assoluta. 

SENATORI-CONSIGLIERI - I 95 senatori saranno ripartiti tra le regioni sulla base 
del loro peso demografico. I Consigli Regionali eleggeranno con metodo proporzionale 
i senatori tra i propri componenti; uno per ciascuna Regione dovrà essere un sindaco. 

IMMUNITÀ - I nuovi senatori godranno delle stesse tutele dei deputati. Non potranno 
essere arrestati o sottoposti a intercettazione senza l’autorizzazione del Senato. 

TITOLO V - Sono riportate in capo allo Stato alcune competenze come energia,
 infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto. Su proposta del governo, la 
Camera potrà approvare leggi nei campi di competenza delle Regioni, «quando 
lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero 
la tutela dell’interesse nazionale». 

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA - Lo eleggeranno i 630 deputati e i 100 senatori (via i rappresentanti delle Regioni previsti oggi). Per i primi tre scrutini occorrono i due terzi dei componenti, poi dal quarto si scende ai tre quinti; dal settimo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti. 

CORTE COSTITUZIONALE - Cinque dei 15 giudici Costituzionali saranno eletti dal Parlamento: 3 dalla Camera e 2 dal Senato. 

REFERENDUM - Serviranno 800.000 firme. Dopo le prime 400.000 la Corte costituzionale darà un parere preventivo di ammissibilità. Potranno riguardare o intere leggi o una parte purché questa abbia un valore normativo autonomo. 

DDL DI INIZIATIVA POPOLARE - Salgono da 50.000 a 250.000 le firme necessarie per presentare un ddl di iniziativa popolare. Però i regolamenti della Camera dovranno indicare tempi precisi di esame, clausola che oggi non esiste. 

LEGGE ELETTORALE - Introdotto il ricorso preventivo sulle leggi elettorali alla Corte Costituzionale su richiesta di un quarto dei componenti della Camera. Tra le norme provvisorie c’è anche la possibilità di ricorso preventivo già in questa legislatura per le leggi elettorali (es. Italicum) che verranno approvate dal Parlamento.